Intervista a un medico-psichiatra

Un quartiere di Napoli (foto di repertorio)

Grazie ad una segnalazione di un operatore, pubblichiamo integralmente una intervista svolta dallo stesso a uno psichiatra.

 

Nei servizi di diagnosi e cura si pratica la contenzione fisica e/o altri sistemi coercitivi?

La contenzione fisica si applica a tutto oggi spesso e volentieri. Ed in tutta Italia. Talvolta essa è necessaria ed anche preferibile ai farmaci che, se assunti in dosi massicce possono essere assai più dannosi di una contenzione di breve durata.  Tuttavia la contenzione fisica dovrebbe essere considerata come un presidio terapeutico estremo ed andrebbe effettuata in una stanza specificamente attrezzata, con fasce idonee, lavabili, e soprattutto per un tempo limitato. Non dovrebbe avere uno scopo punitivo,  dovrebbe essere decisa da medici esperti ed il paziente dovrebbe essere seguito continuativamente da personale dedicato per i suoi bisogni. 

Tuttavia il 99% delle volte essa non è necessaria ed è un inutile strumento che viene utilizzato per sopperire alle carenze del sistema ed alla scarsa preparazione del personale. Inoltre molto spesso si lasciano pazienti urlanti e legati a letto accanto ad altri degenti che assistono terrorizzati ai momenti più drammatici delle crisi.

Sono sufficienti le strutture residenziali o semiresidenziali per i percorsi riabilitativi/emancipativi?

Non esistono strutture del genere, né private, né tantomeno pubbliche. Esistono piccoli manicomi che si spacciano per strutture riabilitative perché non possono denominarsi altrimenti.

E' garantita l'assistenza domiciliare e il sostegno alle famiglie?

No, per niente; sono le famiglie che garantiscono l'assistenza domiciliare ai pazienti.

Esistono situazioni pubbliche o private da denunciare per le condizioni di degrado e violazione dei diritti delle persone sofferenti mentali?

Esistono moltissime situazioni da denunciare, ma anche quando vengono fatte denunce, tutto viene solitamente messo a tacere. Al più al più, squallidi personaggi resisi colpevoli di fatti gravissimi, vengono cambiati di sede.

Esiste la volontà politica, locale, di cambiare questo stato di cose?

Esiste la volontà politica chiara di voler mantenere questo stato di cose. Nessuno vuole avere niente a che fare con i pazienti psichiatrici. Medici di base, 118, pronto soccorso e medici in genere non vogliono avere niente a che fare con la psichiatria. I politici non sanno neanche quali siano i problemi dei malati e delle loro famiglie, né vogliono occuparsene.