Trincas va in pensione: l'Afasop chieda scusa

|   SOSPSICHE FVG

Il medico psichiatra fu accolto a Trieste 3 anni fa con roventi dichiarazioni sulla stampa, fino alla pressante richiesta della locale Associazione dei famigliari (Afasop) di non accettare l'incarico.
La motivazione? Non troppo "basagliano" e perché proviene da Cagliari.

La sera 2 maggio 2024, il telegiornale Rai3 Regione FVG ha trasmesso una breve intervista annunciando il ritiro in pensione del Dott. Trincas, medico psichiatra  dirigente del Dip.to di Salute Mentale a Trieste.
Il medico psichiatra fu accolto a Trieste 3 anni fa con roventi dichiarazioni sulla stampa, fino alla pressante richiesta della locale Associazione dei famigliari (Afasop) di non accettare l'incarico.
La motivazione? Non troppo "basagliano" e perché proviene da Cagliari.

L'Afasop noi insieme, associazione di familiari, si schierò apertamente con i basagliani doc, cosa non nuova, accusando lo psichiatra di non avere abbastanza competenze e di non poter portare nuovi contributi al Dipartimento.  Sembrò fin dall'inizio una presa di posizione violenta che non considerava il fatto che il dott. Trincas aveva vinto un concorso e ne aveva pieno diritto. Forse desideravano che a ricoprire l'incarico fosse qualcun altro medico Triestino quasi ne fosse un diritto.

Non è la prima volta che alcune associazioni di familiari subiscono "spinte" da parte degli operatori e nel loro esclusivo o prevalente interesse. Lo psichiatra aveva la colpa di non provenire dalla scuola basagliana di Trieste, che gode della fama e presunzione d'essere l'unica al mondo a formare medici e curare pazienti. Un sito, il forum per la salute mentale scatenò una serie di interventi di operatori, medici e altri fino a demonizzare il nuovo arrivato.

I fatti hanno dimostrato ben altro e l'Afasop oltre a riconoscere il contributo del dott. Trincas dovrebbe anche chiedere scusa.

Le Associazioni aderenti  alla FISAM (https://www.sospsiche.it) sono indipendenti pur dialogando con i responsabili dei Centri per migliorare i servizi.

I manicomi sono un lontano ricordo, basta con gli spauracchi, non si torna indietro e proiettiamoci nel futuro. Auspichiamo che la psichiatria (e antipsichiatria) faccia un passo avanti; essa deve riconoscere la  funzione preziosa che hanno i farmaci (senza esagerare nelle dosi), l'origine biologica  e il fatto che la psichiatria sociale è solo una fetta del problema "salute mentale".

Infine queste vetuste e rigide posizioni ideologiche dovrebbero essere superate, riconoscendo che non esiste solo un unico modello di cura e trattamento, imposto e infallibile, bensì una pluralità di pensiero e una moltitudine di tecniche medico-psichiatriche capaci di garantire la salute mentale.


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