Le criticità del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025–2030

Criticità del piano, segnalate dalla FISAM - comunicato stampa inviato in darta 27 agosto 2025 agli iscritti del sito, autorità e politici, quotidiani nazionali e locali.

Il PANSM 2025–2030, che sarà approvato come Accordo Stato-Regioni, rappresenta un passo importante per rafforzare la prevenzione, la cura e l’inclusione sociale in salute mentale.

Tuttavia, a fronte di una cornice teorica moderna, emergono criticità sostanziali che rischiano di comprometterne l’attuazione concreta e uniforme sul territorio nazionale.


1. Risorse insufficienti

·         Il Piano dichiara esplicitamente di attuarsi “nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente” e “senza nuovi oneri per la finanza pubblica”.

·         Nessun fondo nazionale aggiuntivo: senza risorse vincolate molte azioni resteranno sulla carta.

·         Personale in calo: i dati SISM 2023 mostrano una riduzione di strutture e operatori, con conseguente minore capacità di presa in carico.

2. Disomogeneità regionale e rischio di disuguaglianze

·         Il recepimento del Piano è demandato alle Regioni, ma le differenze storiche di dotazioni e modelli organizzativi sono enormi (es. da 108,5 a 325,9 utenti per psichiatra).

·         Il rischio concreto è una frammentazione del diritto alla salute mentale, con cittadini che avranno servizi molto diversi a seconda del territorio di residenza.

3. Continuità fragile nella transizione infanzia → adulti

·         Il documento stesso riconosce gravi lacune: carenza di posti in neuropsichiatria infantile, mancanza di protocolli condivisi, assenza di team di transizione dedicati.

·         Questo può tradursi in abbandono della presa in carico dei giovani al compimento della maggiore età.

4. Implementazione debole e rischio di formalismo

·         Molte azioni richiedono delibere regionali, PDTA locali, sistemi informativi interoperabili: senza strumenti vincolanti c’è il pericolo di un’attuazione solo formale.

·         Mancano tempistiche chiare, indicatori nazionali standardizzati e responsabilità operative definite.

·         Il monitoraggio previsto rischia di produrre solo report generici, senza potere correttivo reale.

5. Ambiti scoperti e nodi normativi

·         Alcune aree richiedono aggiornamenti legislativi (es. organizzazione REMS, aspetti forensi), senza i quali le misure rimarranno teoriche.

·         Persistono lo stigma sociale e il digital divide, che rischiano di rendere inefficaci campagne anti-stigma e strumenti come la telemedicina.

·         I sistemi informativi attuali (SISM, REMS) sono spesso obsoleti e non consentono un monitoraggio tempestivo e affidabile.

6. Criticità specifiche dei capitoli tematici

·         Infanzia e adolescenza: carenza di psicologi e neuropsichiatri infantili, lunghe liste d’attesa, scarso supporto scolastico strutturato.

·         Carcere e REMS: sovraffollamento, personale insufficiente, ricoveri impropri, difficoltà di coordinamento con DSM territoriali.

·         Integrazione socio-sanitaria: frammentazione tra competenze sanitarie e sociali, difficoltà di applicazione del Budget di Salute e della prescrizione sociale, rischio di disomogeneità e delega impropria al terzo settore.

·         Risk management: applicazione non uniforme, carenza di dati integrati e risorse specifiche.

·         Formazione e ricerca: mancano standard nazionali e investimenti adeguati, con forte disomogeneità territoriale.

7. Rischi principali

·         Rischio finanziario: senza fondi vincolati molte azioni non saranno realizzate.

·         Rischio di disomogeneità: differenze regionali profonde minano l’equità.

·         Rischio organizzativo: mancanza di responsabilità chiare e cronoprogrammi vincolanti.

·         Rischio di inefficacia: senza formazione, personale e infrastrutture, strumenti innovativi come telemedicina e Budget di Salute non saranno sostenibili.

8. Conclusione

Il PANSM è una cornice strategica avanzata, ma rischia di restare una dichiarazione di intenti se non accompagnato da:

·         un Fondo nazionale vincolato,

·         cronoprogrammi obbligatori,

·         responsabilità operative e finanziarie chiare,

·         obbligatorietà nell’applicazione

·         sistemi di accountability con incentivi e sanzioni,

·         rafforzamento del personale e della formazione.


Senza questi correttivi urgenti, il Piano rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali e di non garantire realmente il diritto alla salute mentale per tutti i cittadini.

Rimarrà una mera indicazione di intenti

per il Direttivo FISAM il   presidente pro-tempore
COSIMO LO PRESTI