Audizione Parlamentare FISAM, 24-01-2006

 

XIV LEGISLATURA

Audizione Parlamentare, XII Commissione Parlamentare

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA LEGGE 180

 

Roma, 24 gennaio 2006

 

Hanno partecipato ai lavori due rappresentanti FISAM, esponendo i le osservazioni che puoi sfogliare dal menu a sinistra.

 

Il punto di vista della FISAM

La Fisam ribadisce con forza i principi della legge 180,  recepiti nella 833/78  legge di Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale e ritiene assolutamente irrinunciabile che  la psichiatria sia all'interno della sanità e denuncia come rivalutazioni indebite portino ad inserimenti di malati in strutture assistenziali  e non sanitarie.
I punti essenziali che vi illustrerò, che non sono però esaustivi della nostra piattaforma di rivendicazioni, riguardano:
• la presa in carico sanitaria e  i relativi finanziamenti
• il rinserimento sociale (casa., lavoro ecc);
• la famiglia
•  il dopo di noi,
•  le responsabilità e  le sanzioni.

 

 

Presa in carico sanitaria

Diritto del malato ad avere  cure personalizzate, migliorare la presa in carico soprattutto per  i malati più gravi. Cure che devono essere differenziate per patologie.Per una corretta programmazione bisogna sapere non solo quanti sono i malati psichici,  ma anche il tipo di diagnosi, perché i bisogni di un malato colpito da depressione sono diversi da quelli di un malato colpito da disturbo di personalità, diversi da quelli di un malato colpito da schizofrenia,  o di un malato colpito da una pluripatologia (ad esempi disturbi psichici associati ad abuso di sostanze). Per una corretta pianificazione occorre acquisire le  adeguate  informazioni per la progettazione e attuazione  degli interventi,  valutare i bisogni, i servizi occorrenti, definire le priorità  e gli obiettivi da raggiungere,  dotare questi obiettivi di un finanziamento adeguato, determinare  il periodo di tempo occorrente per la loro attuazione, operare un monitoraggio degli interventi, definire  responsabilità chiare e precise dei soggetti deputati all'attuazione, determinare  sanzioni sia amministrative che penali in caso di inadempienze. Creare un Authority non autoreferenziale per dirimere controversie tra le parti. Non vogliamo per i malati solo cure farmacologiche!Comprendere che una restitutio del malato alla quotidianità della vita è possibile attraverso un percorso riabilitativo che non sempre può compiersi all’interno della quotidianità stessa, perché richiede una presa in carico intensiva del problema da parte di più persone e di più competenze.L'OMS (Organizzazione  Mondiale della Sanità) ha esplicitato che un 1/3 dei malati conosce la malattia solo un  volta nella vita, 1/3 ha ricadute, ma riesce a condurre una vita socialmente attiva, ma esiste anche 1/3 che cronicizza e questi ultimi sono circa  sono circa il 3% della popolazione solo facendo riferimento alle diagnosi di depressione maggiore e di schizofrenia. All'interno di questo 3% ci sono ca. il 10% di malati inconsapevoli della loro malattia, io li equipariamo alla persona che perde conoscenza e che per questo deve essere aiutata a curarsi anche obbligatoriamente; come quando vedo una persona svenuta chiamo il 113 o il 118 ,  così devo  operare per aiutare chi è svenuto dalla coscienza della realtà. Così come chi svenuto  riprende coscienza, anche l'incosciente psichico quando torna consapevole della realtà vi ringrazierà di averlo curato e non avrà più bisogno di cure indotte, ma accetterà consapevolmente le terapie. E' falsa verità quella di affermare che lasciamo “libero” il malato di curarsi o di non curarsi. La  libertà è dettata dalla capacità di essere cosciente della realtà e della malattia, se non è cosciente che tipo di libertà è?  E' la libertà di diventare un malato cronico, di diventare un vagabondo, di morire per strada, di suicidarsi, se non peggio... di diventare un inconsapevole assassino, ma soprattutto è libero di morire come cittadino....e di cronicizzare la qual cosa comporta perdite significative ed oneri per il sistema economico, sociale, educativo nonché giudiziario e penale.   I più recenti documenti,  sempre dell' OMS riportano l'aumento mondiale delle malattie psichiatriche che se nel  1999 stavano al quinto posto, nel 2020 saranno al secondo, dopo le malattie cardiovascolari;  dal “Libro verde” della Commissione delle Comunità Europee del 2005  viene detto che “ Si stima che più del 27% degli europei adulti una volta nella vita sia afflitto da almeno un tipo di patologia mentale”,e che  “nei paesi industrializzati solo un depresso su quattro riceve un trattamento adeguato”.(OMS Rapporto della salute mondiale 2001).   ma in Italia il bugdet è neanche il 5% di tutto il budget sanitario ed è per questo che chiedo con forza che la normativa legislativa nazionale stabilisca che le Regioni destinino almeno  il 10% del budget della  spesa sanitaria alla psichiatria,  in linea con le  nazioni europee più evolute.

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dal Libro Verde Mental Health Expenditure in European Economic Area countries (% of total health expenditure).

 

Reinserimento sociale del malato

 Chiedo il reinserimento sociale effettivo e non solo sulla carta.  Il diritto ad una pensione di invalidita' autosufficiente (i circa 200 euro mensili attuali non sono sufficienti a sopravvivere).Il  diritto alla "casa famiglia", o alla casa singola, per chi è in grado di vivere da solo, garantito da una legge nazionale e da leggi regionali, e con l'assegnazione di appartamento assegnato dall'Agenzia territoriale di edilizia popolare regionale o provinciale;Il diritto al lavoro mirato secondo quanto prescritto dagli articoli 2 e 11, comma 4, della legge 68/99;Il riconoscimento dei contributi pensionistici alle persone utilizzate nei programmi di "borsa lavoro";Un tutoraggio mirato  che possa essere di supporto nel rapporto di lavoro, sia per il malato che per il datore di lavoro.

 

Famiglia

La famiglia è spesso incapace di chiedere aiuto, perché la malattia mentale è ancora stigmatizzante.La famiglia resta ancora oggi nella maggioranza dei casi il perno portante dell'assistenza globale (obbligata a diventare infermiere, assistente sociale, educatore, assistente domiciliare, accompagnatore,  medico e psicologo) nel bene e nel male senza supporti adeguati e talvolta inascoltata e derisa dagli enti preposti alla cura.Chiedo il suo riconoscimento sia da parte dei Servizi che delle Istituzioni, la possibilità di partecipazione al progetto di cura del malato e anche un congruo supporto economico, psicologico, infermieristico e sociale per coloro che curano il malato in casa.

 

Dopo di noi

Il diritto alla reversibilita' della pensione dei genitori, alla loro morte, per chi non ha potuto per le sue condizioni di salute maturare il diritto ad una pensione adeguata;norme legislative precise per il "dopo di noi"; affinché il loro congiunto malato, dopo la loro morte non sia uno dei tanti homeless che popolano le nostre città o le case circondariali, dove oltre il 50% sono infermi di mente.

 

Le  responsabilità e sanzioni

I  tempi di attuazione degli interrventi devono essere chiari e certi e i responsabili dell'attuazione degli interventi devono essere identificati nella normativa nazionale e gli inadempienti devono essere sanzionati con norme nazionali  sia  amministrative che penali.

 

Che cosa si può già fare subito

Chiedo che venga resa operativa una norma già vigente:il cittadino-malato  deve poter scegliere da chi essere curato e dove essere curato; non è chi cura che deve scegliere il proprio paziente! Il cittadino malato di mente deve poter scegliere dove e da chi farsi curare, in maniera semplice e immediata, come avviene per le cardiopatie e le operazioni di appendicite.Questi principi sono completamente disattesi. Ai pazienti psichiatrici si nega lo status di cittadino e di utente del Ssn. Adesso i pazienti psichiatrici “sono scelti” dal servizio territoriale di riferimento che impone il curante e i propri servizi, anche quando inesistenti, inefficienti o sgraditi ai pazienti e ai loro familiari, secondo la logica “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”. Se il malato e la sua famiglia non hanno la possibilità di scelta, il malato rimane recluso nel suo territorio, obbligato a cure che non sceglie,  ed in pratica abbandonato senza libertà. Solo chi ha un nucleo familiare facoltoso può scegliere a pagamento il curante e le strutture in cui farsi curare.

 

Art. 3 della Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese

 

       il presidente pro-tempore
       Cosimo Lo Presti