
In un contesto di baraonda, è lecito rimanere interdetti nell'apprendere che:
a) la tassa dei partiti, ovvero le spese elettorali del 2006, a fronte di 117 milioni di € spesi e documentati, ne sono stati invece accreditati, pro domo loro, 498;
b) la corruzione, all'interno della P.A., rappresenta un costo per il contribuente di 60 miliardi;
c) ammonta a 100 miliardi l'evasione fiscale;
d) il costo medio giornaliero di un ricoverato in Ospedale è di 674 €;
e) le frodi alla Sanità sono cresciute del 51% nel primo trimestre del 2009;
f) rimane pendente la multa di 98 miliardi di €, ora ridotta a 70, a carico dei 10 concessionari delle slot machines;
g) Gomorra ci dà conto di oltre 200 milioni di tasse evase a semestre per merce proveniente dalla Cina.
Di contro non genera alcun stupore, né riflessione, la notizia che il malato di mente cronico è minacciato di allontanamento dalle strutture sanitarie del territorio nazionale per la carenza di risorse finanziarie. La mannaia della sperequazione più schifosa si abbatte sempre sui più deboli, sugli sprovveduti, sui bisognosi e sugli aventi diritto. Del resto questo è il mondo capace persino di lucrare sui buoni sentimenti (si versa 100 nelle casse di certe solide onlus, solo il 57 di ciò mediamente giunge a destinazione, l'altro 43 se ne va per altre tasche).
Avviene così che la società dei bari, degli approfittatori di palazzo, delle infinite caste, degli evasori, dei ciarlatani, dei ruffiani di corte, degli speculatori e imbonitori senza tempo avverte impellente lo spregevole bisogno di cacciare, per dirottarlo nel sociale, lo 0,27%, (riferito ai reali bisogni) di persone assistite direttamente dal SSN. E' un interesse privato? Possibile. Non vuole inoltre scavare nella sua dignità, sclerotizzata, alla ricerca della modalità (non sarebbe una impresa titanica) per elevare la quota allo 0,50%. Secondo l'Istituto Superiore della Sanità solo il 10% dei malati gravi, nel paese all'avanguardia nel mondo, è soggetto a cure. L'altro 90%, abbandonato, pare non interessare ad alcuno. Poche ed estemporanee le voci coraggiose dei medici che si levano per denunciare che il Globo Terracqueo non ci invidia proprio niente. I numeri impietosamente ne attestano il fallimento.
La ASL Rieti1 primeggia nella competizione tra le ASL delle varie Regioni per l'allontanamento dall'assistenza diretta, affrettata ed irresponsabile, del malato mentale cronico. Rieti, capoluogo di provincia della Regione Lazio, è la ridente cittadina del centro geografico d'Italia. Nel 1993 figurava essere una delle zone a più alta densità di invalidi civili con il tasso del 3.52 di assistiti rispetto ai residenti. Le verifiche del Tesoro, effettuate nel 1994, su un campione di 15.000 invalidi, hanno fatto emergere 5000 abusi di cui il 4,36%, compresi i ciechi con la patente, sembrerebbe di competenza di Rieti.
Appurato che in tutti gli ambienti possono accadere episodi deprecabili e considerato poi l'alto numero di decessi, per cause non del tutto chiarite o evitabili, tra gli psichici, perché la città non si interroga umilmente su ciò? Le modalità di archiviazione della Procura della Repubblica, di pregressi accadimenti, non hanno del tutto convinto, facilitando anche l'insorgere di una ingiustificata baldanzosa sicurezza, in certi ambienti della psicopatologia locale. Il Comune e la Prefettura sembrano ignorare, ciascuno per le proprie competenze, l'appello lanciato loro.
La trasmissione televisiva "Chi l'ha visto" del 14 u.s., ha diffuso il medesimo allarme, a proposito della rottamazione della specie psichiatrica da parte dell'organizzazione Papa Giovanni XXIII di Catanzaro. Il concetto di rottamazione, nel reatino, così come probabilmente ovunque, riporta tristemente alla memoria i lager nazisti, dove, per fare posto ai nuovi deportati, si selezionavano, in maniera meticolosa, le persone, da inviare ai forni crematori, fra quelle più anziane e maggiormente cagionevoli.
Prevarrà il buon senso o il pressappochismo locale, come altrove?
La casta medica intanto rimane in disparte: non vede, non riferisce ed eroicamente ignora.
In conclusione ed opportunamente si trova doveroso menzionare la recente scomparsa dello psichiatra Giovanni Jervis: isolato dai politici italiani per essersi battuto proprio contro la psichiatria compromessa con il potere. Esempio raro di marcata onestà intellettuale.
segretariofisam(at)sospsiche.it