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La tragedia nella tragedia: l'indifferenza istituzionale mercoledì 26 novembre 2008 16:30
community rai - via sospsiche.it. Lettera, parte seconda, di un padre esasperato spinto pure dall'incoscienza pubblica verso l'estrema conseguenza. Dedicata a qualche congressista e a quanti voltano lo sguardo da altra parte. Coraggio Flavio
flavio francesco vescovini Dice:
Novembre 24, 2008 alle 2:48 pm Ringrazio molto Luna e Speranza, che nelle pagine di questo blog hanno voluto esprimermi bellissime parole di conforto, che mi giungono quanto mai gradite in questi giorni: infatti domani 25/11 è l'anniversario della morte di Gabriele, e come voi potrete ben capire la nostra sofferenza è grande. Questa tragedia ha distrutto la nostra vita olre a quella di Gabriele; si poteva evitare, o almento tentare di evitare? Per esempio se il medico del CPS che aveva preso in carico Gabriele, a fronte di una mia richiesta di colloquio, nell'ottobre del 2007, (gli volevo solo chiedere se loro mi potevano aiutatre con un contributo regionale a inserire Gabriele nel centro di recupero x borderline " Fermata D'Autobus di Torino; il costo è notevole, c.a. 4000 Eur mensili x parecchio tempo) non mi avesse cacciato facendomi dire da una segretaria per telefono di NON ASPETTARLO NEANCHE PERCHE' SE ANCHE MI AVESSE VISTO NON MI AVREBBE PARLATO. Si poteva evitare anche se l'assistente sociale cui mi sono rivolto dicendo che Gabriele, borderline, tossicodipendente, a New York senza lavoro, senza casa e senza documenti non mi avesse risposto:"E LEI VUOLE FAR RIENTRARE SUL TERRITORIO UN INDIVIDUO DEL GENERE? Ed io le ho risposto, ma è un essere umano; è mio figlio!!! Si sarebbe potuto evitare se quando mi sono recato all'URP (ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune) per parlare col sindaco dopo il diniego del medico curante del CPS non mi avessero risposto: IL SINDACO NON PARLA CON IL PUBBLICO PER QUESTE COSE. Si sarebbe potuto evitare se i due centri sociali di pensionato, uno di Monza e uno di Lissone, a fronte di una mia richiesta di ospitare il ragazzo, in quanto in diversi mi avevano sconsigliato di reinserirlo subito nell'ambiente famigliare (avrei pagato io la retta e ogni quant'altro) non mi avessere risposto categoricamente " NOI ACCOGLIAMO SOLO CHI HA UN LAVORO E NON RISIEDE IN LOMBARDIA" senza ascoltare altre ragioni. Infine tornando agli inizi della storia quando Gabriele aveva 14 anni in Neuropsichiatria dell'Ospedale di Monza, dopo avere diagnosticato un grave disturbo di personalità Bline e dicendo nel contempo (era febbraio) che non avrebbero avuto posto per seguirlo fino a settembre, NON MI AVESSERO DATO IL NOMINATIVO DI UNA PSICOLOGA PRIVATA a cui mi sono rivolto subito e per diversi anni senza ottenere sensibili risultati. Ovviamente in settembre si sono ben guardati da prendere in cura il ragazzo. Nel frattempo sin dal 1996 Gabriele è stato preso in darico al CPS che lo seguiva dal punto di vista della terapia farmacologica (Talofen, Rivotril, Tegretol, ecc). La famiglia NON E' MAI STATA SOSTENUTA IN ALCUN MODO NE' TANTOMENO INFORMATA: quando io e mia moglie eravamo convocati dal CPS agli appuntamenti cui Gabriele puntualmente non si presentava e venivamo allontanati con modi bruschi, in quanto ci dicevamo a macchinetta "c'e la legge sulla Privacy e Gabriele è maggiorenne, con voi non parliamo. Sul fatto che il CSM abbia delle responsabilità e sul tipo di supporto che abbiamo avuto dai servizi sociali di Monza, lascio a voi trarre le conclusioni. Dirò di più: il medico del CPS che ultimamente aveva in carico Gabriele con quel suo assurdo diniego a parlare con me E' STATO LA CAUSA SCATENANTE, in quanto l'unico raggio di luce che traspirava nella vita mia e di mio figlio convinto di antrare in Comunità, era quel supporto del CPS per mandare il mio ragazzo a curarsi definitivamente. Non si possono dare simili risposte a un padre che per ovvi motivi potrebbe essere come in effetti io ero in stato depressivo profondo Vi ringrazio per l'attenzione e per la solidarietà che da più parti ricevo. Se vorrete contattarmi ne sarò ben lieto.