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Vai a: >> home > Informazioni per... > Famiglie L'alleanza terapeutica![]() Medici ed infermieri che si occupano di un malato hanno sempre a che fare con i familiari e pertanto, lo diciamo con chiarezza, dovrebbero creare e mantenere viva il rapporto terapeutico tra curante e famigliari, fino al limite del possibile. Purtroppo molto spesso ciò non si verifica: accade che gli operatori, cercando di accattivarsi la simpatia del malato, mettano questo in urto con la famiglia, gli riferiscano inopportunamente colloqui intercorsi, minando così la necessaria alleanza. Qualora le famiglie non possano più seguire il malato, le risorse terapeutiche si restringono fortemente a causa delle carenze e precarietà di personale e strutture. Laddove le famiglie non trovassero adeguate risposte, ci si deve attivare con il massimo della celerità per modificare alcuni comportamenti inaccettabili mantenuti da alcuni operatori. Il ruolo dei familiari: essere supervisori Scegliere un terapeuta o rivolgersi ad un Centro significa valutare le competenze degli operatori, il transfert tra medico e paziente e comunque non identificare il medico come qualcosa di onnipotente e risolutivo al quale affidare ciecamente il benesse della famiglia e la responsabilità del trattamento. I familiari dovrebbero attivarsi per monitorare l'efficacia dei trattamenti e la loro continuità nel tempo, dopo aver scelto il terapeuta di fiducia o aver affidato il proprio congiunto a un Centro di Salute Mentale. Attraverso alcuni colloqui è possibile ricavare informazioni preziose sulle quali effettuare alcune considerazioni ed eventualmente, nel caso i risultati non siano soddisfacenti, cambiare terapeuta:
La responsabilità dei trattamenti spetta agli operatori del settore ma la responsabilità della supervisione spetta ai familiari. Intendiamo sottolineare questa importante funzione perchè abbiamo notato che molti di essi trascinano il paziente indefinitamente nel tempo spesso facendosi illudere dall'operatore di turno, al quale danno piena fiducia "perchè è simpatico", "perchè è disponibile" e via così, senza valutare attentamente tutti gli eventi nel tempo ed i risultati ottenuti. I familiari sono cittadini con pieno diritto Noi familiari paghiamo le tasse e se le strutture pubbliche non funzionano, pur in presenza di personale adeguato,dobbiamo esercitare questo importante diritto e criticare i modelli di cura e trattamento qualora siano essi insuffficienti o addirittura sbagliati. La critica che deve essere costruttiva va fatta con la conoscenza; gli esponenti delle associazioni di familiari dovrebbero tenersi molto informati soprattutto sui modelli riabilitativi e terapeutici attivati con successo all'estero, per farsi un'idea di come potrebbe mutare la presa in carico del paziente. |
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